Prodotti da costruzione: nuove regole in vigore dal 9 agosto

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Dal 9 agosto 2017 entreranno in vigore le nuove regole sui prodotti da costruzione, che prevedono maggiori responsabilità per progettisti e fabbricanti, e sanzioni severe in caso di inadempimento.

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, il Dlgs 106/2017 che adegua la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 305/2011 sulla commercializzazione dei materiali da costruzione nell’Unione Europea. In vigore dal 1° luglio 2013, il Regolamento fissa le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione, semplificando il quadro delle misure per l’immissione sul mercato, migliorandone la trasparenza e l’efficacia.

 

Cosa prevede il decreto

Il provvedimento ha lo scopo di semplificare e chiarire il quadro normativo esistente per l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione, nonché garantire l’armonizzazione delle misure esistenti.

Responsabilità dei progettisti
Anche i progettisti, così come il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore, quindi, saranno responsabili della conformità al Regolamento dei prodotti da costruzione che prescrivono nei loro progetti; in caso di violazione, potranno essere puniti con multe salato fino ad arrivare all'arresto.
In base all’art. 20 del dlgs 106/2017, il progettista che prescrive prodotti non conformi a quanto previsto dal decreto o in violazione di una delle disposizioni in materia di dichiarazione di prestazione e marcatura CE del Regolamento è punito con:

  • la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 12.000 euro;
  • l’arresto sino a 3 mesi e con l’ammenda da 5.000 euro a 25.000 euro qualora la prescrizione riguardi prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.

Adempimenti per il fabbricante
Il decreto disciplina anche gli adempimenti ai quali è sottoposto il fabbricante, sia nel caso in cui il prodotto rientri nell’ambito di una norma armonizzata, sia nel caso di prodotto conforme ad una valutazione tecnica europea (ETA), e quindi non disciplinato da una norma armonizzata (perché per esempio nuovo).
Il fabbricante, quindi, dovrà redigere una dichiarazione di prestazione del prodotto e qualora violi tale obbligo sarà punito con una multa da 4.000 euro a 24.000 euro che potrebbe arrivare all’arresto in caso di materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.

Istituzione del Comitato Nazionale
Il decreto istituisce il Comitato nazionale di coordinamento dei prodotti da costruzione (art. 3), per garantire l’armonizzazione delle norme, e il punto di contatto nazionale per i prodotti da costruzione (art. 4). Il comitato dovrà coordinare le attività delle amministrazioni competenti nel settore e stabilire indicazioni per assicurare uniformità e controllo dell’attività di certificazione e prova.

Al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni connesse al rilascio della valutazione tecnica europea (ETA) si prevede, inoltre, la costituzione di un Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea (ITAB).

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